PSICOLOGIA

Negli ultimi anni, il benessere psicologico è diventato un tema centrale, poiché sempre più persone cercano un equilibrio tra le sfide quotidiane e il mantenimento della salute mentale. Il ritmo frenetico della vita moderna, caratterizzato da stress sul lavoro, pressioni sociali e tecnologie sempre più invasive, ha portato a una maggiore consapevolezza dell’importanza di prendersi cura anche di questa dimensione.

Ansia e stress

Disturbi come l’ansia e lo stress colpiscono in maniera sempre più rilevante la società contemporanea, incidendo sul benessere e sul comportamento delle persone. Sebbene in piccole dosi siano naturali e anche fondamentali, quando superano una determinata soglia possono provocare delle risposte psicofisiche di varia natura ed entità. I circuiti che conducono a questa tipologia di malessere, possono essere dovuti a fattori interni o esterni ed essere condizionati da modelli comportamentali appresi durante l’età evolutiva.

Alfred Tomatis è stato un vero pioniere nella comprensione di queste condizioni, anticipando le neuroscienze di svariate decadi. Precisamente, secondo la moderna teoria polivagale elaborata da Stephen Porges, il nostro sistema nervoso autonomo sarebbe capace di allontanarci o di avvicinarci a noi stessi e al mondo circostante, a seconda di quanto ci sentiamo al sicuro, in pericolo o di fronte a una minaccia. Sarebbe proprio l’orecchio, a rappresentare quel collegamento indispensabile per permetterci di raggiungere la condizione di felicità, di radicamento e di consapevolezza che accompagna l’ingaggiamento sociale e fornisce le basi per delle relazioni soddisfacenti.

L’audiopsicofonologia, che ha ampiamente anticipato la formulazione dei concetti sopra enunciati, è stata precursore di tali concetti e si basa su di un approccio che permette di intervenire direttamente sui circuiti responsabili delle manifestazioni di ansia e stress. Attraverso la stimolazione del ramo auricolare del vago, vengono armonizzate le funzioni parasimpatiche, come l’aumento delle secrezioni digestive (tra cui quella salivare, gastrica, pancreatica, biliare ed enterica), la diminuzione della frequenza cardiaca (bradicardia), l’incremento dell’attività di peristalsi (soprattutto a livello intestinale), la contrazione dei muscoli bronchiali e la dilatazione dei vasi arteriosi innervati (carotidi, aorta, ecc). In questa maniera, è possibile influenzare il meccanismo che soggiace alle reazioni psicosomatiche e ai processi infiammatori e attivare il sistema nervoso parasimpatico, che promuove un migliore equilibrio emotivo, aumenta la risposta al rilassamento e riduce la sintomatologia collegata ad ansia e stress.

Depressione

La parola depressione deriva dal verbo latino deprimere, che significa letteralmente premere verso il basso, e indica una condizione che può interessare giovani, adulti e anziani, come pure i bambini. Come l’ansia e lo stress, anche la depressione è molto diffusa e colpisce 1 persona su 10. Al contrario di ciò che si pensa comunemente, essa non incide solamente sull’umore e sulla sfera emotiva, ma tocca anche il corpo, manifestandosi spesso attraverso sintomi fisici.

La depressione è caratterizzata da una significativa mancanza di interesse rispetto alle attività che si consideravano piacevoli, spossatezza, mancanza di attenzione, disfunzioni cognitive e/o motorie, problemi del sonno e disturbi del comportamento alimentare.

Secondo Alfred Tomatis, questa condizione è fondamentalmente una mancanza di ricarica corticale. Grazie ai suoi studi, egli ha dimostrato che l’orecchio è un organo estremamente complesso, che svolge un ruolo cruciale non solo nell’udito, ma anche nell’apporto di energia e nel funzionamento del cervello. Proprio come l’ossigeno che inspiriamo e il cibo che mangiamo, il suono è una fonte di nutrimento per il nostro organismo. Per questo motivo, l’orecchio è considerato una porta d’ingresso per la stimolazione cerebrale: il suono e la musica influenzano le onde cerebrali e i processi cognitivi e la stimolazione uditiva ha effetti sull’insieme delle funzioni mentali, come la concentrazione, la memoria e l’umore. In aggiunta, è stato dimostrato che la musica ha un notevole impatto sulle connessioni neurali e sulla neuroplasticità, ovvero la capacità del cervello di rigenerarsi nel tempo.

Diverse ricerche hanno provato che il Metodo Tomatis è un valido aiuto in caso di depressione. Esso può alleviare i sintomi, migliorare il sistema di autoregolazione, aumentare l’energia e il livello di autostima, nonché la qualità delle relazioni interpersonali.

Insonnia

L’insonnia è un disturbo del sonno caratterizzato da difficoltà nel dormire o nel mantenere il sonno durante la notte. Può manifestarsi in diverse forme, come fatica ad addormentarsi, risvegli notturni o risvegli precoci, con incapacità di tornare a dormire. Le cause possono essere molteplici e includono lo stress, l’ansia, la depressione, l’uso eccessivo di dispositivi elettronici prima di coricarsi, i cambiamenti nel ciclo di vita o nell’ambiente e disturbi come il reflusso gastroesofageo e il dolore cronico. Normalmente, il trattamento comprende modifiche dello stile di vita, un miglioramento dell’igiene del sonno, terapie comportamentali, terapie farmacologiche o una combinazione di queste.

Per ciò che riguarda i disturbi del sonno, il Metodo Tomatis può rivelarsi una scelta molto efficace. Gli effetti della musica sono stati oggetto di molte ricerche scientifiche. Gli studiosi hanno osservato che essa influenza positivamente il sistema nervoso autonomo, regolando il ritmo cardiaco e la pressione sanguigna. In aggiunta, alcuni studi di neuroimaging hanno dimostrato che la musica classica attiva le regioni cerebrali coinvolte nel rilassamento e nel benessere emotivo, come l’amigdala e il sistema limbico, mentre riduce l’attivazione delle aree coinvolte nello stress e nell’eccitazione.

Sindrome da burnout

Il termine burnout indica un insieme di sintomi scaturiti da una condizione di stress associata al contesto professionale. Questo disturbo dipende dalle risposte individuali a una situazione lavorativa percepita come logorante, sia dal punto di vista fisico, che da quello psichico. Il soggetto non dispone degli strumenti adeguati per far fronte all’esaurimento e viene assalito dalla sensazione di non farcela più.

Il burnout non va sottovalutato: i sintomi possono provocare dei disturbi complessi e scatenare episodi depressivi. Le strategie per superare la sindrome da burnout comprendono un approccio volto alla modifica delle abitudini lavorative, talvolta unito a delle strategie per ridurre lo stress e alla psicoterapia.

Molte delle persone che hanno scelto di utilizzare il Metodo Tomatis come parte integrante di un approccio terapeutico per il trattamento del burnout, hanno sperimentato grandi benefici e potenziato le loro funzioni cognitive ed emotive.