Alfred Tomatis

Alfred Tomatis nacque a Nizza il 1° gennaio del 1920 da genitori di origini italiane. Il padre, Humbert Tomatis, era un affermato basso profondo all’Opéra di Parigi e al Capitole di Tolosa. Dopo la laurea in medicina e la specializzazione in otorinolaringoiatria e foniatria, Tomatis si dedicò allo studio dell’ascolto, del linguaggio e della comunicazione.

In seguito a un’intensa attività di ricerca condotta presso i laboratori dell’Aeronautica Francese e nel proprio centro di audiologia medica, egli capì che l’orecchio non è un mero captatore di suoni e avanzò l’ipotesi di un legame tra la funzione dell’ascolto, il corpo e la mente. Difatti, l’atto di ascoltare coinvolge l’intero organismo, sia a livello fisico che psicologico, e rappresenta un processo volontario, finalizzato a percepire unicamente ciò che desideriamo sentire. Esso si differenza quindi dall’udire, che riguarda una ricezione del suono puramente passiva.

Dopo aver lavorato con pazienti esposti ad ambienti particolarmente rumorosi, Alfred Tomatis ipotizzò la presenza di un circuito audio-vocale per il quale le persone non potevano riprodurre i suoni che l’orecchio non percepiva. Questa scoperta, comprovata dal Professor Raoul Housson nei laboratori di Fisiologia delle Funzioni dell’Università della Sorbona nel 1957, prese il nome di Effetto Tomatis. Essa costituisce il nucleo dell’audiopsicofonologia, ovvero l’insieme delle tecniche sviluppate da Tomatis nell’ambito della rieducazione dei problemi dell’ascolto, e si basa su tre leggi.


Le tre leggi dell’audiopsicofonologia


Già a partire dagli anni Cinquanta, Alfred Tomatis aveva intuito l’esistenza della lateralità uditiva e compreso che l’orecchio ricopre funzioni di tipo complesso, che spaziano dal mantenimento dell’equilibrio, della postura e della verticalità e giungono fino alla ricarica corticale, ovvero la capacità di alcuni stimoli sonori di dinamizzare la corteccia cerebrale.

Precursore nella ricerca sulla vita intrauterina, stabilì che il feto percepisce la voce materna già dalla ventesima settimana di gestazione: l’orecchio e l’ascolto intrauterino giocherebbero pertanto un ruolo essenziale nella formazione dei legami affettivi ed emozionali dell’individuo, nonché nel processo di sviluppo cognitivo.

Dopo aver presentato la disciplina audiopsicofonologica all’Accademia delle Scienze e all’Accademia di Medicina di Parigi (1957-1960), Tomatis fu in grado di tradurre questi enunciati sul piano pratico e sviluppò l’Orecchio Elettronico a pecessione, l’apparecchiatura che permette la rieducazione dell’ascolto, che gli valse la medaglia d’oro della ricerca scientifica all’Esposizione Universale di Bruxelles nel 1958. Questo sofisticato apparecchio rappresenta il risultato delle leggi sopra enunciate e il suo impiego costituisce l’elemento fondamentale della rieducazione all’ascolto formulata dall’illustre otorinolaringoiatra. Grazie al suo impiego, è possibile ripercorrere le tappe dello sviluppo dell’ascolto e stimolare le frequenze a cui l’orecchio si è chiuso a causa di fattori legati alla vita intrauterina o a motivazioni di carattere psicologico.

I grandi successi ottenuti grazie alle sperimentazioni cliniche motivarono Tomatis ad applicare l’audiopsicofonologia anche ad altri ambiti, come i disturbi dell’attenzione e dell’apprendimento, i problemi del comportamento e la gestione delle emozioni, la motricità e la coordinazione, nonché i disturbi dello spettro autistico.

Per tutta la sua esistenza, Alfred Tomatis continuò instancabilmente il suo lavoro di indagine, collaborando con diverse Università e utilizzando un approccio che oggi definiremmo multidisciplinare, capace di integrare audiologia, fonologia, psicologia e filosofia. Le sue vastissime competenze e la sua visione olistica, gli permisero di fornire un aiuto concreto a tutti coloro che non avevano trovato risposte e soluzioni durevoli nella medicina convenzionale.

Pioniere nel campo delle neuroscienze, Tomatis ha saputo anticipare largamente i più moderni studi sulla neuroplasticità cerebrale: nel 2016, l’acclamato psichiatra e ricercatore canadese Norman Doidge gli ha reso omaggio dedicandogli un intero capitolo del suo libro Le guarigioni del cervello.

Dopo una vita al servizio del prossimo, Alfred Tomatis morì a Carcassonne il 25 dicembre del 2001, lasciandoci un’eredità incancellabile, sia per la grandezza delle sue scoperte, che per la sua straordinaria umanità.

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