ORECCHIO

L’orecchio svolge un ruolo cruciale nel mantenimento della salute e del benessere generale, essendo responsabile non solo dell’ascolto, ma anche dell’equilibrio e dell’orientamento spaziale, elementi fondamentali per una vita attiva e soddisfacente. Infatti, la sua capacità di percepire chiaramente i suoni e di garantire un equilibrio stabile, influisce direttamente sulla comunicazione, la socializzazione e la vita quotidiana.

Ridinamizzazione
Secondo Alfred Tomatis, il cervello ha la necessità di essere stimolato costantemente, così da garantire, anche all’anziano, il mantenimento di un buon livello di salute cognitiva. Tuttavia, una volta raggiunta l’età del pensionamento, molte persone hanno la tendenza a perdere l’interesse per le attività quotidiane. Giunte al termine dell’impegno lavorativo che ha caratterizzato tutta la loro esistenza, le persone anziane affrontano un cambiamento drastico a livello della routine giornaliera. Di colpo, vengono a mancare quegli elementi che fornivano loro un’appropriata stimolazione fisica e psicologica e garantivano uno stato di salute e vigore. Spesse volte, i pensionati divengono apatici, si isolano dalla società e incorrono in un rapido decadimento.
Tra tutte le tematiche legate alla persona anziana, quelle connesse all’udito meritano un’analisi più approfondita. L’udito è fondamentale per la relazione con sé stessi e col mondo circostante, ma anche per la preservazione del benessere generale. Un orecchio sottostimolato si riflette sulla capacità d’ascolto, sulla postura, sulla memoria e sull’energia. Nonostante alcune forme di sordità siano associate alla degenerazione causata dall’età o da altre condizioni, molto spesso nell’anziano la diminuzione dell’udito sembra avere un’origine funzionale. Difatti, molte persone in età non soffrono di sordità, quanto di difficoltà d’ascolto e di comprensione del linguaggio parlato. Questa condizione comporta problemi nella comunicazione e nell’elaborazione delle informazioni linguistiche a livello della memoria e conduce a un graduale processo degenerativo.
Grazie al Metodo Tomatis, è possibile ripristinare le molteplici funzioni dell’orecchio e migliorare l’ascolto. L’individuo diviene più comunicativo e dinamico e sperimenta un ritorno del desiderio di comunicare e di essere in relazione con la comunità che lo circonda.

Vertigini
Le vertigini vengono definite come una sensazione di movimento rotatorio, oscillatorio o di sbandamento, che compare anche quando si è immobili. Esse possono manifestarsi per alcuni secondi o perdurare sull’arco del tempo. Normalmente, le vertigini peggiorano con movimenti del capo, cambiamenti di posizione, tosse o raffreddore. Talvolta, sono accompagnate da nausea, vomito, mal di testa, sensibilità alla luce e ai rumori, visione sdoppiata, difficoltà nel parlare o nel deglutire, aumento della frequenza cardiaca, respiro affannoso, debolezza e sudorazione.
Fra le cause più comuni delle vertigini figurano problemi all’orecchio interno (come accumuli di calcio o infiammazioni), sindrome di Ménière, neurite vestibolare (labirintite), disequilibrio (vertigine cervicale), traumi cranici, emicrania, ictus, attacchi ischemici transitori, emorragie cerebrali e sclerosi multipla. Inoltre, le vertigini possono manifestarsi come effetto collaterale di alcuni farmaci.
Nel trattamento delle vertigini, il Metodo Tomatis può rappresentare un valido strumento per ridare all’organismo una forma di simmetria più adeguata. Invero, stimolando l’orecchio, è possibile intervenire sul vestibolo per sostenerlo nella creazione di una nuova forma di equilibrio e per promuovere la funzione neuroplastica, che favorisce la rigenerazione del cervello e il benessere.