ADHD NEI BAMBINI

Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività è una condizione che comporta difficoltà nell’attenzione e nella concentrazione. I bambini con ADHD sembrano distratti, possono avere problemi a mantenere la concentrazione sui compiti e gli incarichi, si possono dimenticare le istruzioni e appaiono disorganizzati nella gestione delle attività e del materiale. Talvolta, essi mostrano sintomi come iperattività e impulsività, che causano inquietudine, agitazione e incapacità di stare fermi. Molto spesso, agiscono impulsivamente, senza pensare alle conseguenze, e faticano a controllare i propri comportamenti.

L’ADHD presenta diverse forme: alcuni bambini denotano principalmente deficit di attenzione senza iperattività significativa (ADD), altri possono essere prevalentemente iperattivi-impulsivi e altri ancora, avere una combinazione di entrambi.

La diagnosi di ADHD richiede una valutazione approfondita, che può coinvolgere osservazioni comportamentali, esami neuropsicologici e una valutazione del background medico e familiare del bambino. Il trattamento può includere interventi comportamentali, modifiche nello stile di vita e nell’alimentazione, supporto educativo e, in alcuni casi, terapie farmacologiche.

Una gestione efficace di questo disturbo, comporta una combinazione di interventi personalizzati e un supporto continuo, sia per il bambino, che per la famiglia. Con un trattamento appropriato, molti bambini con ADHD possono migliorare il grado di concentrazione e imparare a gestire i sintomi legati all’iperattività, conseguendo buoni risultati scolastici e creando delle relazioni interpersonali soddisfacenti.

In questi casi, il Metodo Tomatis utilizza stimoli sonori mirati per influenzare positivamente l’attenzione, la concentrazione e la gestione delle emozioni. Questo approccio si basa sull’idea che l’orecchio svolga un ruolo cruciale nella modulazione delle funzioni cerebrali legate all’attenzione e al comportamento. Attraverso l’ascolto di musica appositamente trattata, si cerca infatti di attivare le aree del cervello coinvolte nella regolazione dell’attenzione e delle emozioni, fornendo così strumenti concreti per sviluppare maggiore consapevolezza, controllare meglio i propri comportamenti impulsivi e migliorare le proprie competenze sociali.

Alcune ricerche condotte mediante imaging cerebrale, hanno dimostrato che l’attività neuronale si sincronizza col ritmo della musica, che può così divenire uno strumento capace di influenzare positivamente i ritmi cerebrali e promuovere uno stato di calma e presenza mentale. Inoltre, è stato evidenziato che anche le onde cerebrali rilevate nel tronco encefalico, la parte primitiva del cervello coinvolta nel controllo delle funzioni vitali come la regolazione del respiro, della temperatura corporea e della circolazione sanguigna, tendono a emulare il modello sonoro della musica ascoltata. Questo suggerisce che la musica non solo può modificare i ritmi cerebrali nelle regioni più evolute del cervello, come la corteccia, ma anche in quelle più primitive, che influenzano le funzioni di base dell’essere umano. Queste scoperte incredibili sottolineano il potenziale terapeutico della musica e ci permettono di prendere maggiore coscienza del suo straordinario potenziale curativo.

Già dopo i primi cicli di sedute, i bambini sono in grado di mantenere la concentrazione sui compiti e le attività per periodi di tempo più lunghi. Inoltre, una stimolazione uditiva mirata, contribuisce a pacificare l’eccesso di energia e l’agitazione associata all’ADHD. Il bambino sviluppa maggiore consapevolezza, controlla meglio i propri comportamenti impulsivi e migliora le proprie abilità comunicative.