DISTURBI DELLA PERCEZIONE UDITIVA

I disturbi della percezione uditiva sono condizioni che influenzano la capacità di interpretare correttamente i suoni. Essi possono essere connessi sia all’ascolto, che al modo in cui il cervello elabora le informazioni sonore e possono avere un impatto significativo sulla vita quotidiana e sulle capacità comunicative delle persone, rendendo necessarie strategie di gestione e supporto.

Acufene

L’acufene, conosciuto anche come tinnitus, è un disturbo caratterizzato dalla percezione di suoni simili a fischi, ronzii o scampanellii, che si presentano anche in assenza di rumori esterni. Le cause di questo disturbo possono essere correlate all’orecchio, dipendere da fattori esterni o presentarsi come effetto collaterale di alcuni farmaci.

L’acufene può divenire molto stressante dal profilo psicologico e portare conseguenze invalidanti sulla quotidianità dell’individuo. Sebbene al momento non esista una cura definitiva, l’audiopsicofonologia può offrire sollievo e rappresentare una buona soluzione per rafforzare tutto il sistema, senza l’insorgere di effetti collaterali.

Ipersensibilità al rumore e irritabilità

L’ipersensibilità al rumore è una condizione in cui una persona percepisce e reagisce in modo eccessivo ai suoni presenti nell’ambiente circostante. Questa sensibilità può variare da un individuo all’altro, con alcune persone che trovano fastidioso persino il rumore più lieve, mentre altre possono tollerare livelli di rumore molto elevati.

Le persone ipersensibili al rumore possono provare una serie di sintomi spiacevoli, tra cui mal di testa, irritabilità, ansia, stanchezza e difficoltà a concentrarsi, che impattano sulla qualità della loro vita quotidiana e influenzano le relazioni personali, il lavoro e le attività sociali. Le cause sono diverse e possono includere fattori genetici, neurologici, esperienze passate o problemi legati allo stress e all’ansia.

Nell’ambito dell’audiopsicofonologia, l’ipersensibilità al rumore è strettamente connessa alle funzioni dell’orecchio e, in particolare, allo zoom uditivo. Un buon ascoltatore ha la capacità di focalizzarsi sui suoni che gli interessano e di escludere quelli potenzialmente disturbanti. Nel corso dell’evoluzione, l’orecchio si è trasformato in un organo sorprendentemente sofisticato e dinamico. Proprio come come nello zoom di una macchina fotografica, i muscoli auricolari regolano l’ascolto, permettendoci di dirigere la nostra attenzione verso i suoni importanti e attenuando quelli superflui e fastidiosi.

Il Metodo Tomatis permette a coloro che soffrono di ipersensibilità uditiva di rieducare il proprio ascolto grazie a stimoli sonori specifici. Questo allenamento mirato, aiuta a modulare la sensibilità uditiva e ad adattare la percezione del rumore, rendendo l’ambiente circostante meno disturbante e intrusivo. Inoltre, l’audiopsicofonologia permette di riequilibrare il sistema nervoso e ridurre l’irritabilità, migliorando così la capacità di regolazione emotiva e il grado di tolleranza agli stimoli esterni.

Mancanza di desiderio di comunicare

Quando si parla della mancanza di desiderio di comunicare, si fa riferimento a una situazione in cui l’individuo mostra un disinteresse o una scarsa motivazione nel comunicare con gli altri. Questo può manifestarsi in vari modi, come un’attitudine di chiusura, l’evitamento delle conversazioni, la ridotta partecipazione sociale o la ricerca della solitudine.

Nel contesto dell’audiopsicofonologia, la mancanza di desiderio di comunicare è correlata all’ascolto. Di fatto, la comunicazione è strettamente legata alla percezione sonora e all’abilità di elaborare e rispondere ai messaggi sonori. Migliorando la percezione sonora e la capacità di discriminazione uditiva, il Metodo Tomatis aumenta la consapevolezza e l’interesse per il processo comunicativo, incoraggiando una maggiore partecipazione e interazione sociale.