NEUROLOGIA E NEUROPLASTICITÀ

La neuroplasticità è la capacità del cervello di modificare la sua struttura e il suo funzionamento in risposta all’esperienza, all’apprendimento e all’ambiente circostante. Al contrario di ciò che si credeva in passato, il cervello è in grado di creare nuove connessioni tra neuroni, di rafforzare o indebolire quelle esistenti e persino di riallocare funzioni da un’area cerebrale all’altra. Questa capacità è fondamentale per l’apprendimento, la memoria e il recupero da danni cerebrali.

In seguito ai danni prodotti da un trauma cerebrale, il cervello funziona in maniera disorganizzata e non è in grado di riconoscere i segnali normali a causa del rumore di fondo provocato dai cambiamenti nella connettività. Inoltre, i circuiti motori, anche se non sono stati danneggiati direttamente, possono presentare delle forme di malfunzionamento. Purtroppo, a causa della frustrazione e della fatica, le persone colpite da questo tipo di condizione tendono ad aggirare l’ostacolo e a evitare i movimenti disfunzionali, incorrendo in una serie di meccanismi compensatori che vengono consolidati sull’arco del tempo (ipoutilizzazione appresa).

Sebbene i neuroni non siano fibre muscolari, essi operano secondo il medesimo principio. Quando una cellula cerebrale muore o non è più in grado di comunicare con le cellule limitrofe, essa perde la propria funzione. Questo significa che quando un’area del cervello resta inutilizzata per un periodo di tempo prolungato, possiamo perdere alcune funzioni connesse ad essa (use it or lose it). Per questa ragione, le persone che hanno subito un ictus nella parte destra del cervello, potrebbero perdere alcune funzionalità del braccio sinistro.

Grazie al Metodo Tomatis è possibile favorire l’azione neuroplastica e facilitare la riconfigurazione delle connessioni neurali dopo un trauma. Attraverso la stimolazione sonora, il cervello ha la possibilità di riorganizzare le sue funzioni, compensare le aree danneggiate e ripristinare le capacità cognitive e motorie.

Morbo di Parkinson

Il morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce il sistema nervoso centrale e, in particolare, l’area del cervello chiamata substantia nigra. Esso è caratterizzato dalla degenerazione dei neuroni che producono la dopamina, un neurotrasmettitore essenziale per il controllo dei movimenti. La riduzione del livello di dopamina può condurre all’insorgere di sintomi motori, che includono tremori a riposo, rigidità muscolare, lentezza nei movimenti e instabilità posturale. Inoltre, le persone affette da questa patologia, possono accusare una riduzione dell’espressione facciale, un cambiamento nella postura e problemi nella deambulazione, caratterizzata da passi brevi e strascicati.

Oltre ai sintomi motori, il morbo di Parkinson può presentare una varietà di sintomi di natura non motora, che includono disturbi del sonno, depressione, ansia, problemi cognitivi e sintomi autonomici, come costipazione, problemi di pressione sanguigna e difficoltà urinarie.

Poiché non esiste un test specifico per la malattia, la diagnosi si basa principalmente sulla valutazione clinica dei sintomi. Sebbene non ci sia una cura definitiva, esistono dei trattamenti in grado di alleviare la sintomatologia e migliorare la qualità di vita dell’individuo: questi possono includere farmaci che aumentano i livelli di dopamina o ne imitano l’azione, terapie fisiche e, in alcuni casi, interventi chirurgici come la stimolazione cerebrale profonda.

Per poter fornire un supporto completo alle persone colpite e alle loro famiglie, è fondamentale utilizzare un approccio multidisciplinare, che coinvolga neurologi, fisioterapisti, logopedisti e altri specialisti della salute.

Alcuni studi condotti dal Dr. Aniruddh Patel, psicologo cognitivo noto per le sue ricerche sulle neuroscienze cognitive della musica, hanno rivelato che, nei malati di Parkinson, la musica può energizzare i circuiti uditivi e motori e aiutarli a prendere il sopravvento, riattivando così un sistema motorio debilitato dalla malattia.

Nel contesto del morbo di Parkinson, il Metodo Tomatis può ridurre l’ansia, migliorare l’umore e influenzare positivamente alcuni aspetti della motricità e della coordinazione. Infatti, si ritiene che la stimolazione proveniente dalle frequenze sonore possa avere effetti benefici sul sistema nervoso centrale, promuovendo una maggiore plasticità neuronale e migliorando la comunicazione tra le diverse aree del cervello.