ADHD NEGLI ADULTI

Anche se spesso associato all’infanzia, l’ADHD può persistere anche nell’età adulta e avere delle conseguenze importanti sulla vita quotidiana degli individui.

Nel contesto lavorativo, gli adulti con ADHD possono incontrare difficoltà nel mantenere la concentrazione per periodi di tempo prolungati, nell’organizzare le proprie attività e nella gestione del tempo. Questo può condizionare la produttività sul posto di lavoro e impattare negativamente lo studio e la carriera.

Nei rapporti personali, i sintomi dell’ADHD possono influenzare la comunicazione e la comprensione reciproca. Gli adulti con questo disturbo possono avere difficoltà a seguire conversazioni, a ricordare dettagli importanti o a gestire le proprie emozioni, il che può generare tensioni a livello relazionale.

La diagnosi di ADHD richiede una valutazione approfondita, che può coinvolgere osservazioni comportamentali, esami neuropsicologici e una valutazione del background medico e familiare del soggetto. Il trattamento può includere interventi comportamentali, modifiche nello stile di vita e nell’alimentazione, supporto psicologico e, in alcuni casi, terapie farmacologiche.

Una gestione efficace di questo disturbo, comporta una combinazione di interventi personalizzati a seconda delle caratteristiche del singolo individuo. Normalmente, gli adulti con ADHD possono ottenere benefici attraverso delle strategie di adattamento, come la creazione di routine, l’uso di tecniche di gestione del tempo, l’organizzazione dello spazio di lavoro e l’apprendimento di pratiche per gestire lo stress e l’impulsività.

Con un trattamento appropriato, molte persone con ADHD possono migliorare il grado di concentrazione e imparare a gestire i sintomi legati all’iperattività, conseguendo buoni risultati a livello accademico e lavorativo e creando delle relazioni interpersonali soddisfacenti.

In questi casi, il Metodo Tomatis utilizza stimoli sonori mirati per influenzare positivamente l’attenzione, la concentrazione e la gestione delle emozioni. Questo approccio si basa sull’idea che l’orecchio svolga un ruolo cruciale nella modulazione delle funzioni cerebrali legate all’attenzione e al comportamento. Attraverso l’ascolto di musica appositamente trattata, si cerca di attivare le aree del cervello coinvolte nella regolazione dell’attenzione e delle emozioni, fornendo così strumenti concreti per sviluppare maggiore consapevolezza, controllare meglio i propri comportamenti impulsivi e migliorare le proprie competenze sociali.

Alcune ricerche condotte mediante imaging cerebrale, hanno dimostrato che l’attività neuronale si sincronizza col ritmo della musica, che può così divenire uno strumento capace di influenzare positivamente i ritmi cerebrali e promuovere uno stato di calma e presenza mentale. Inoltre, è stato evidenziato che anche le onde cerebrali rilevate nel tronco encefalico, la parte primitiva del cervello coinvolta nel controllo delle funzioni vitali come la regolazione del respiro, della temperatura corporea e della circolazione sanguigna, tendono a emulare il modello sonoro della musica ascoltata. Questo suggerisce che la musica non solo può modificare i ritmi cerebrali nelle regioni più evolute del cervello, come la corteccia, ma anche in quelle più primitive, che influenzano le funzioni di base dell’essere umano. Queste scoperte incredibili sottolineano il potenziale terapeutico della musica e ci permettono di prendere maggiore coscienza del suo straordinario potenziale curativo.

Già dopo i primi cicli di sedute, le persone sono in grado di mantenere la concentrazione sui compiti e le attività per periodi di tempo più lunghi. Inoltre, una stimolazione uditiva mirata, contribuisce a pacificare l’eccesso di energia e l’agitazione associata all’ADHD. Il cliente sviluppa maggiore consapevolezza, controlla meglio i propri comportamenti impulsivi e migliora le proprie abilità comunicative.