COMPORTAMENTO

I disturbi del comportamento sono delle condizioni che influenzano il modo in cui una persona pensa, si comporta e interagisce con gli altri e con l’ambiente circostante. Essi racchiudono una gamma estremamente vasta di condotte disfunzionali sul piano sociale, che tendono a manifestarsi verso l’esterno con episodi di aggressività, impulsività, iperattività, violazione delle regole o altro ancora, e con frequenza, durata e intensità variabili. Queste affezioni hanno un impatto considerevole sulla vita quotidiana e sull’equilibrio dei bambini e si trovano alla radice di alcuni problemi di adattamento e della regolazione del comportamento in età più avanzata.

La capacità di regolare in modo autonomo la propria condotta e di reagire alle situazioni in maniera adeguata e nel rispetto delle normative sociali, sono alcuni degli aspetti fondamentali dello sviluppo del bambino. Si tratta di competenze complesse, che vengono acquisite nell’arco dell’età evolutiva. Fino ai tre anni di vita, il bambino ha bisogno della presenza del genitore per imparare ad autoregolarsi: quando è agitato o arrabbiato, la mamma o il papà lo tranquillizzano e gli forniscono gli strumenti e le tattiche necessarie per canalizzare le proprie emozioni e gestire i propri conflitti. Il bimbo acquisisce i segnali dell’adulto, come la mimica facciale, la gestualità e la comunicazione verbale e apprende a modulare il proprio atteggiamento nei vari contesti della vita quotidiana. Questo gli permette di passare da un sistema di regolazione basato su di una figura di riferimento esterna a una forma di autoregolazione, dove è in grado di gestire il proprio vissuto interiore senza il sostegno del genitore. Normalmente, l’acquisizione di tale capacità avviene in un periodo compreso tra i 2 e i 3 anni, età in cui il bambino comincia a interiorizzare le regole degli adulti, impara a pazientare quando desidera ottenere qualcosa e apprende a gestire il proprio comportamento a seconda del contesto. A causa di fattori di rischio di natura ambientale, genetica o familiare, come deficit neurocognitivi, esposizione a situazioni di stress durante la vita prenatale e perinatale o conflitti familiari, alcuni bambini incontrano delle difficoltà ad autoregolarsi. Questo può condurre a limitazioni nello sviluppo e nell’uso delle proprie abilità sociali, influenzare negativamente l’adattamento e il comportamento, inficiare le interazioni sociali e compromettere l’instaurarsi di relazioni positive con le figure parentali e con i pari.

Nel trattamento dei comportamenti disregolati, l’approccio più efficace si basa su di un orientamento multidisciplinare, che tenga in considerazione le caratteristiche di ogni individuo e le peculiarità di ogni situazione. Questo può includere sostegno familiare, interventi educativi, terapia comportamentale e tecniche psicocorporee. In questi casi, il Metodo Tomatis si rivela un alleato estremamente efficace, capace di correggere l’elaborazione uditiva compromessa e migliorare la funzione dell’ascolto, grazie alla quale l’individuo acquisisce una maggiore coscienza di sé e può intervenire consapevolmente sui propri comportamenti disfunzionali. Inoltre, grazie alla regolazione del sistema nervoso, viene attenuata l’eccitazione vagale e viene promosso un migliorato equilibrio neurovegetativo, che si riflette favorevolmente sia a livello biologico, che emotivo.

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